“Straniero, entra e tieni in gran conto…”
…che se hai intenzione di leggere Harry Potter e i Doni della Morte questo post ti conviene non leggerlo, perché ti rovineresti praticamente tutto.


Sissì, dopo i miei bloggatori preferiti arrivo anch’io a fare lo stralunato (sono o non sono una luna lunatica, io?) intervento sull’ultimerrimo harry.
Tanto per cominciare una precisazione sul discorso luna lunatica, che con Harry Potter c’entra ben poco: il soprannome me l’ha appioppato mia nonna, che, garantisco, non l’ha mai letto, guarda caso proprio mentre stavo uscendo per andarlo a comprare, e tutto perché indossavo, casualmente, un paio di pendenti a forma di luna, donde la buffa e, bisogna riconoscerlo, un po’ stupida affermazione.
Però a me ha fatto un sacco piacere, perché io, a parte che un bel po’ lunatica lo sono per davvero, a parte che dopo le mangiate natalizie e postnatalizie sono un po’ più luna piena del solito, il che non è proprio una bella cosa ma pazienza, io, dicevo, Luna Lovegood la stimo veramente un sacco, ecco.
E quando nel libro sono arrivata alla descrizione della sua camera da letto, beh, è lì che ho iniziato a piangere.
Sì, lo so, sono vergognosamente empatica, ma che ci posso fare, per di più io e il personaggio di Luna qualcosina in comune ce lo abbiamo. Cose neanche troppo belle, a dire il vero, ma non importa.
Prima di iniziare il libro, lo ammetto, ero un po’ in ansia.
Temevo, sotto sotto, che fosse un po’ un polpettone, una serie rocambolesca di eventi esageratamente gonfiati con un’infinità di scenate e scemate da parte dei protagonisti, invece no, insieme alle lacrime mentre andavo avanti ho tirato anche qualche sospiro di sollievo e già progetto, rinviandola a tempi meno affollati di impegni, una rilettura consecutiva dei Magnifici Sette finalmente al gran completo.
E ’sta donna, checché se ne pensi, ha delle trovate geniali, lasciatemelo dire.
La radio, vogliamo parlare della radio, ché una rivoluzione senza la sua radio clandestina, che rivoluzione è?
C’è tutto, in Harry Potter, tutto.
Compresa la politica.
Io la vedo così, poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma i cattivi di Harry Potter sono tutti di destra, a pensarci bene.
I Dursley, tanto per cominciare.
La classica famiglia borghese benestante e benpensante, anche se in realtà pensare manco sanno cosa voglia dire.
E i Mangiamorte, razzisti e col cappuccio da Ku Klux Klan e per di più neri, ditemi voi se non sono l’inquietante quintessenza dell’estrema destra.
E invece Harry è indemoniato, non so se lo sapevate. Sul Manifesto di qualche giorno fa, in un articolo che parlava della penuria di esorcisti in cui, ahimé, verserebbero le alte gerarchie ecclesiastiche, il vetusto esorcista capo del Vaticano attaccava il già abbastanza perseguitato maghetto additandolo senza mezzi termini come una delle molteplici manifestazioni di Satana esso stesso.
Ero già perfettamente al corrente del non dissimile parere espresso in proposito dal nostro beneamato Papa, secondo cui Harry Potter aficinare ciofani a paganesimo, il che già mi faceva per metà ridere e per metà incazzare, ma che si arrivasse a designarlo come manifestazione demoniaca tout-court, insomma, ce ne vuole di coraggio.
Bene, mi sono detta, un ottimo motivo in più per leggerlo.
Ma tornando al libro.
Il libro, dicevo, mi ha convinta pienamente.
Ben calibrata la carneficina, con il giusto numero e la giusta importanza di morti e feriti (forse un po’ troppo feroce l’accanimento contro i poveri e genialissimi Fred e George, perché?), love-story non troppo invasive, magistrale Molly Weasley che stende Bellatrix, tristemente realistico il quasi-papà Lupin incapace di affrontare le proprie responsabilità, semplicemente da abbracciare all’infinito l’impacciato e coraggiosissimo Neville e grandiosa anche la nonna, c’è da dirlo, pur essendo solo una comparsa.
Il finale forse è la parte che mi convince meno, ma poteva andare molto, molto peggio.
Nel senso che tutto sommato la storia del doppio scambio (sembra una reazione chimica) tra Harry e Voldemort può anche reggere, come escamotage per salvare la pelle a Harry. E poi l’epilogo, qualcuno dirà che ci sta un po’ come i cavoli a merenda e non potrei non dichiararmi almeno in parte d’accordo, però poi in realtà a me piacciono, i finali così, un po’ melensi e con il loro bravo vissero tutti felici e contenti.
E comunque Harry Potter è una fiaba, è la fiaba del nostro tempo, forse più una fiaba per adulti che per bambini, forse intrisa di tantissima realtà che la Rowling cela tra le righe per chi ce la vuole scovare senza però rendere indispensabile cercarla, ma comunque una fiaba, una fiaba che mi ha tenuto compagnia per dieci anni e ora mi lascia dentro tanto affetto per i personaggi e anche una puntina di nostalgia al pensiero che basta, è finita, finalmente.
E quindi vada per il lieto fine smelensoso, e lunga vita ai Potterini.
"Lo so come ti senti. E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginare di essere vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti."
(A. De Carlo, "Due di due")


OTTOMARZOTUTTOL'ANNO

GENOVA NON HA SCORDATO...
SARA' DURA...
BERLUSCOUNTER!
Olà!
si capita da queste parti a partire dalla Gg. Posso chiedere umilmente perché il finale convince meno?
(non l’epilogo, quello concordo, ma la storia di tutto lo sgamo costruito da Silente per far svanire nel nulla la bacchetta, e Draco che lo “sconfigge”, e Harry che sconfigge Draco, e tutti gli eventi che quindi si incastrano perfettamente e Voldemort non può che perdere…) che ha che non va? Accidentaccio ai frequentatori di licei classici, ci vorrebbe un po’ più di gusto scientista!
(io, cmq, ho avuto il magone per il figlio chiamato Albus Severus, ché sono troppo empatico con la sfortuna-condanna cosmica di Piton…)
Ciao!
Scusa se rispondo solo ora, ho avuto un paio di giornate decisamente sovraffollate…
Beh, ammetto che non avevo proprio capito al 100% tutto il rigiro e che quindi sono rimasta un attimo perplessa perché mi sembrava che non tutto tornasse. In realtà ero io che non avevo afferrato bene, e quindi lì per lì mi sembrava una soluzione un po’ precaria tanto per salvare la pelle a Harry.
Però Harry che grazie alla Pietra rivede i suoi genitori, quello sì che è un po’ ridondante. Non aggiunge nulla al filo logico della conclusione, diversamente dall’incontro con Silente, e suona un po’ come una forzata aggiunta di patetismo.
Per il resto tutto ok, l’ho riletto e devo riconoscere che tutto quadra…con precisione scientista, per l’appunto
aaah sì, ecco, lo sgamo del sangue eccetera. Sì vero. Anche io poi ho trovato un po’ ridondante il discorso della Pietra, ma forse era per far vedere che in fondo sti Hallows servivano a qualcosa
(ripensandoci poi la precisione del finale non è mica tanto geometrica: Voldemort poteva prendere la bacchetta di qualcun altro e finiva tutto lì. Mah. O forse possiamo cercare una morale anche in questa sua cieca arroganza).
Vabbò. D’ora in avanti farò capatine di tanto in tanto anche da queste tue parti, allora!