Ché ce l’ho fatta solo ora, a postarlo.
Ieri mattina la prima pagina dell’orrido quotidiano locale metteva una tristezza insolita persino per essere il Secoloxix.
Innanzitutto c’era questa notizia.
Ecco. Ho un mare di cose.
Mi viene da pensare a cosa dev’essere andare a lavorare chiedendosi se oggi qualcuno cadrà.
A cosa dev’essere pensare che magari potresti essere tu, quel giorno, a cadere, o un tuo amico, quello che lavorava insieme a te, quello con cui ti fumavi la sigaretta prima di iniziare il turno.
Mi immagino una donna con gli occhi sbarrati nella notte, incapace di addormentarsi al pensiero del marito che è andato a fare il turno di notte e chissà, magari ora starà in cima a una gru, ma ce le avrà le protezioni?, e ogni tanto getta un’occhiata nervosa al display del cellulare, fa’ che non suoni, e respira di sollievo quando vede che è arrivata l’ora di smontare.
O una madre che in cima alla gru c’ha quel figlio di vent’anni che non voleva più andare a scuola.
O al bambino che domani chiederà dov’è suo padre.
Penso a uomini che si chiedono come faranno le loro famiglie se dovesse succedere qualcosa, magari hanno dei bambini, magari la moglie non lavora, magari non sono regolarmente sposati e sanno che per i conviventi non ci sarà neanche un risarcimento.
E penso anche un’altra cosa.
Penso che con le morti un po’ truculente il giornalismo normalmente ci va a nozze.
Si fa a gara a spiattellare in prima pagina i particolari più raccapriccianti, ondate di cronisti si gettano su amici parenti e conoscenti e vicini di casa, si fanno programmi tv apposta per inseguire la svolta dell’ultimo minuto, si mettono su sceneggiate retoriche a reti unificate.
Ma le morti bianche no, non si prestano alla strumentalizzazione mediatica.
Perché le morti bianche, in tutta la loro tragicità ed evitabilità, servono almeno a far pensare.
Perché sono scomode, ecco.
Perché non piace parlare di sicurezza sul lavoro, tantomeno alla vigilia delle elezioni.
E io dico che invece è proprio una delle tante cose su cui si dovrebbe riflettere con un po’ di serietà, prima di andare a votare.
Ma l’informazione di massa non vuole far riflettere.
E gli orrori della cronaca nera servono proprio a questo.
Come un film dell’orrore, da guardare con raccapriccio ma anche con l’ansia del come va a finire, del chi è stato, del secondo me le cose sono andate così.
Ma divorare a mille all’ora un romanzo di Stephen King è una cosa, piazzarsi davanti alla tv a ogni ora del giorno per essere aggiornati sullo scoop dell’ultimo minuto di un qualcosa di tragico che è successo a delle persone vere è un’altra.
E’ morbosità di chi fruisce dell’informazione e ripugnante cinismo di chi la fa.
E’ per questo che ho smesso di guardare la tv prima ancora di avere l’età giusta per i telegiornali e i talk show.
Il resto della pagina lo occupava il programma elettorale di Berlusconi.
Ho fatto la Strada sul Mare con un senso di sconforto enorme, ieri mattina.
"Lo so come ti senti. E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginare di essere vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti."
(A. De Carlo, "Due di due")


OTTOMARZOTUTTOL'ANNO

GENOVA NON HA SCORDATO...
SARA' DURA...
BERLUSCOUNTER!
ma sentissi della musica, al mattino?
però, sì, hai ovviamente ragione.
la cosa seria che mi viene da dirti è Ma lo sai che nel programma del berluska c’è anche la detassazione degli straordinari? così, tanto per essere sicuri che ti gira la testa dopo 12 ore di lavoro.
ma poi mi viene anche da dire che dovremmo fare un altro comitato. Quello che tira un pugno nei denti ogni volta che sente qualcuno pronunciare la frase Questi lavoratori, però, potrebbero stare più attenti!
Io la sento così tanto.
Potrei dire che non leggerò più il giornale alle seiemmezza di sabato mattina
.
E potrei dire che ci sto, per il comitato.
E potremmo fare che uno degli obiettivi a lungo termine del comitato è quello di spedire questa gente a lavorarci loro, in cima alle navi, al posto dei lavoratori che non sono stati attenti.
Così magari vedono com’è facile.