C’è che mi sento a metà di due fasi, e non so spiegare perché.
E aspetto un sacco di cose, nel frattempo.
Aspetto l’estate, innanzitutto. Aspetto il mare da stare un sacco in acqua e le pietre caldissime sotto l’asciugamano. Aspetto la frutta estiva e le granite e il mangiare freddo.
Aspetto che finisca la scuola.
Aspetto le dediche importanti da fare sulla foto di classe.
Ma aspetto anche di non dover fare mai più la foto di classe.
Aspetto di mangiare una montagna di cioccolato perché semplicemente ne ho voglia, e non per noia o per consolazione.
Aspetto la casa nuova, ma soprattutto aspetto la casa dove andrò a stare per i fatti miei.
Aspetto il prossimo concerto di Guccini e un treno che mi porti lontano.
Aspetto una notte stellata d’agosto ma anche un temporale notturno che è bello stare svegli e sobbalzare ad ogni tuono e vedere i lampi di là dal vetro.
Aspetto il giorno che le mie mani sapranno suonare di nuovo.
Che saprò raccontare una storia.
Che canterò per il gusto di farlo.
Aspetto un cane, tantissimo.
E un massaggio alla schiena che mi fa male, e una schiena dolorante da massaggiare, o forse aspetto il giorno che non avrò più male alla schiena perché mi sarà tornata la voglia di nuotare e correre e prendermi cura di me.
Aspetto mille lettere da scrivere.
Aspetto tantissimi libri da leggere e un sacco di film da guardare e di spettacoli teatrali belli da andare a vedere.
E una marea di cose da tradurre e altrettante da scrivere e una tragedia greca da portare in scena.
Aspetto l’esame di maturità e la fine dei fottutissimi anni del liceo.
Aspetto la prossima manifestazione.
Aspetto che mio fratello mi porti a pattinare.
Aspetto un inverno con la neve e un Capodanno divertente.
Aspetto che il Manifesto rifaccia l’album, così magari riesco a finire la raccolta.
Aspetto di andare a camminare in montagna, ma con chi voglio io.
Aspetto di trovarmi un lavoro stimolante e impegnativo e soddisfacente.
Aspetto di lamentarmi un sacco perché sono stanca e indaffarata ma di non lamentarmi mai più perché sono annoiata e frustrata e insoddisfatta.
Aspetto di fare fatica, ma di farla per qualcosa a cui tengo davvero.
Aspetto che tornino gli anni Settanta.
E soprattutto aspetto una persona che riempia la mia metà vuota.
Ma che la riempia di me, non di se stessa.
In modo che poi possiamo essere due interi vicini e meravigliosamente indipendenti.
solo passaggi e passaggi, passaggi di tempo…
13 Maggio 2008 di compagnaamber
"Lo so come ti senti. E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginare di essere vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti."
(A. De Carlo, "Due di due")


OTTOMARZOTUTTOL'ANNO

GENOVA NON HA SCORDATO...
SARA' DURA...
BERLUSCOUNTER!
La prossima manifestazione è questo week-end
E questa?
http://www.flickr.com/photos/adottami/2491129335/
io aspetto che mi torni la voglia. perchè prima o poi torna. e io sono qui pronta ad accoglierla