Due giorni.
Dopodomani l’ultimissima sveglia alle seiemmezza.
Dopodomani l’ultimissima cartella.
Dopodomani gli ultimissimi lirici greci, dopodomani l’ultimissimo inglese, dopodomani l’ultimissima ora di matematica.
Dopodomani l’ultimissima strada sul mare la mattina presto.
Dopodomani inizia il mare d’estate.
Dopodomani la stanchezza l’avrò tutta dietro le mie spalle.
Avrò il tempo di sorridere, avrò il tempo di contare i mesi che mi sono sfuggiti tutti di mano.
Avrò tante giornate per leggere, per prendere il sole, per girare tra le bancarelle del mercato la mattina, per guardare tutti i film che non ho visto, per stare con le amiche, per le sigarette sulla spiaggia, per i capelli bagnati da asciugare al sole, per gli orali della maturità da andare a sentire.
Sentirò il respiro che torna regolare. Le mani che non tremano più. La testa meno indolenzita. La schiena meno incriccata.
Ho anche finito i ripetizionati. Ho qualche tempo per riposarmi prima che arrivino quelli delle rimandature estive.
Ho chiuso col Malato Immaginario, dopo mesi di persecuzioni al limite del mobbing.
Ho chiuso con B. che non ha mai imparato neanche le declinazioni.
Ho chiuso col Mulino Bianco, con l’Atleta che mi dà buca, con i Greci, con Re Luigi.
Dopodomani torno a vivere nel mio quartiere.
Dopodomani penserò a tutte le cose che voglio dire e fare e leggere e ascoltare e vedere nei prossimi tre mesi.
Penserò a cosa voglio fare di me durante quest’estate.
Agli autobus su cui salirò sempre meno, ai treni che saranno sempre più belli da prendere.
Alle domeniche che saranno sempre più belle da aspettare, anche senza il mare.
A come finalmente sia riuscita a scrollarmi di dosso la depressione dell’inverno.
Penso che ho una gran voglia di vivermi, di ridermi, di accettarmi, di perdonarmi qualunque cosa. Persino i miei fianchi troppo abbondanti, persino i miei capelli screziati al caramello, persino la mia mediterraneità fuori dei canoni.
Penso che ho una gran voglia di dolcezza e di baci e di malizie.
E penso che avrò tutto.
Che ho, tutto.
ed è subito estate
5 Giugno 2008 di compagnaamber
"Lo so come ti senti. E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginare di essere vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti."
(A. De Carlo, "Due di due")


OTTOMARZOTUTTOL'ANNO

GENOVA NON HA SCORDATO...
SARA' DURA...
BERLUSCOUNTER!