Che non ce le ho, e quanto vorrei averle, le parole per dire che per ogni stazione c’è sempre un viaggio da incominciare, e per ogni treno un paesaggio che diviene da lasciar scorrere fuori dal finestrino, e per ogni arrivo una strada polverosa sotto casa, e poi una porta che si chiude e poi mille cose da non dire e poi mi sento che ho l’estate dentro e i baci tutti fuori e mille pezzi di sole tra le mani e una lacrima che scivola via, e poi mi sento sempre più meravigliosamente viva.





"Lo so come ti senti. E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginare di essere vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti."
(A. De Carlo, "Due di due")


OTTOMARZOTUTTOL'ANNO

GENOVA NON HA SCORDATO...
SARA' DURA...
BERLUSCOUNTER!