
E’ sempre più finita, finitissima adesso che anche la mia Amica ha appeso al chiodo lo zaino con i libri di scuola, adesso che i nostri voti escono a rate sul giornale, che non c’è più nessuno da aiutare a studiare, nessun orale da sentire.
Tra poco io ricomincio a studiare per il test dell’università. Inizio presto perché così posso dosarmi i tempi, fare poco per volta, e farci stare lo stesso i pomeriggi al mare con le mie amiche, e le serate fuori, e i concerti, e la musica, e magari una vacanzina se la mancanza di soldi e l’incompetenza organizzativa non ci soverchieranno ancora una volta, a me e alle mie amiche, e niente montagna perché quest’anno ho deciso che no, non ce la posso veramente fare.
E un trasloco, il prossimo martedì.
Così lunedì ho preso il treno e sono andata a vederla, quella che mi piacerebbe che fosse la mia futura università, sempre che riesca a entrarci, sempre che poi non impazzisca a viverci dentro. Piccola città vetrate viola, primi giorni della scuola… E già provo a immaginarmi come potrebbe essere una vita laggiù, in questa piccola città che trasuda calore e un senso strano di soffocamento, il mare non si vede, manca l’orizzonte, si vedono solo colline che somigliano un po’ alle nostre, ma più dolci, meno aspre. In questa città tutta racchiusa dentro le sue strade che le corrono intorno, la città si percorreva in venti minuti da una parte a quell’altra, dove la gente si sposta tutta in bicicletta e con la bicicletta si misurano le distanze, pedalando ci arriva in cinque minuti, signorina.
Chissà com’è per davvero.
Chissà se ce la farò. E, se ce la facessi, se poi riuscirei lo stesso ad avere vent’anni, anche lì. Se sarebbe quello che voglio o se fuggirei terrorizzata o ne riemergerei spaventosamente nerd.
Per adesso c’è questa sensazione elettrizzante delle cose che sono lì davanti, che aspettano di essere raggiunte o almeno provate ad afferrare. L’ultima meravigliosa estate libera.
"Lo so come ti senti. E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginare di essere vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti."
(A. De Carlo, "Due di due")


OTTOMARZOTUTTOL'ANNO

GENOVA NON HA SCORDATO...
SARA' DURA...
BERLUSCOUNTER!
Da Pisa a Genova si fa così presto in treno che io avevo un’attrice che si faceva le prove con noi due sere la settimana.
E poi c’è l’aereoporto con la ryanair, con tre euro e due ore di viaggio vai ovunque.
Io credo che non conta quanto è piccolo un posto, adesso, io credo che conta quanto un posto è in comunicazione con il resto del mondo e pisa è una bossa bellissima.
Piazza dei cavalieri?
Bella foto… complimenti alla fotografa :p
Sì! proprio lei…e quell’edificio orrendo è la Normale