Sono in partenza per Roma.
Durante questo mese mi sono un po’ persa. E quindi non ci saranno perle di saggezza, alla fine di questo aprile, non ci sono conclusioni da tirare, in effetti non c’è davvero nulla di concluso. Solo casino, tanto casino che a volte riesce a essere contento e persino vagamente organizzato, come dice la mia maestra di canto, e a volte invece è casino e basta, confuso, stancante e anche un po’ avvilente. Ci sono ponti gettati verso un futuro che chissà, ci sono premesse che iniziano a maturare, ci sono semi di ottimismo piantati nella terra viva. E non c’è il tempo di respirare, non ci sono atti d’amore né calma di vento, non c’è nulla che mi faccia pensare che tutto resterà così com’è, nel bene e nel male. Panta rei. Niente che mi faccia sentire autorizzata a fermarmi, niente che mi dica con certezza alla fine di quale percorso mi troverò, come un tesoro segreto su una mappa di pirati.
Vi so dire quando torno.
A presto.