No, non ho mantenuto la promessa.
E no, non ho voglia di mettermi a scrivere neanche ora.
E no, non mi sono venute nuove idee, non ho pensato niente.
Però, nel frattempo, ho trovato questa.

Le nostre mani sono rimaste nude.
Hanno appreso il lavoro, il silenzio, il segnale.
Hanno alzato e abbassato innumerevoli volte
il grilletto della rabbia
hanno tagliato e ritagliato con un temperino
la pagnotta della pazienza,
hanno picchiato in pieno il muro e la notte.
Ora le nostre mani posano tutte nude
sulle ginocchia
come posa il sole sulla montagna
come posa la montagna sul mare
come posa il cuore del compagno sul suo credo.
Queste sono le mani dei comunisti.
Quando ti stringono la mano
sai che tutte le capitali s’illuminano dietro la notte,
quando trasportano i secchi d’acqua su per la salita
sai che il domani e il sole e il mare gli sono a portata di mano
sai che il grosso sacco di pietre diventa leggerissimo
nelle loro mani
perché, sempre, più della metà del peso lo trasporta
la Libertà.
Queste sono le mani dei compagni.
Mani nude,
nude vene nelle mani nude
come le linee ferroviarie sulla carta del mondo.
Mani nude -
si è cancellata la linea della fortuna sulla palma.
Sulla palma reggono il destino del mondo.
Sono le mani dei comunisti.
(G. Ritsos)