Category: le cronache paganiniane


quasi un addio

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Era un po’ che ci pensavo, a dedicare un post al conservatorio. Solo che non so mai da che parte cominciare. Mi viene sempre un po’ in stile elogio funebre.
Il conservatorio è quel posto che tu arrivi e chiunque trovi, parli.
Che la pausa sigaretta in sei su una panchina.
Che i dialoghi strampalati, sempre sulla panchina.
Che lezione la fai per mezz’ora, e per tutto il resto del pomeriggio chiacchieri.
Che nessuno guarda gli altri dall’alto in basso.
Che gli esami e tutti chiusi ad aspettare nella 11.
Scambiandoci paure e incoraggiamenti e suonandoci uno sopra l’altro.
E facendo un casino allucinante, e la bidella che brontola.
Che le trasferte con l’orchestra, il male ai piedi dei tacchi e i cori da stadio sul pullman.
Che il coro e nessuno che ha voglia di andarci.
Che Pietro, glorioso veterano dell’armata bidelli.
Che i concerti nel salone. Che i fondi, e la casetta, e la saletta dello svacco e dei caffè, e quell’atmosfera un po’ bohémienne, un po’ universitaria ma molto più peculiare, molto più variegata e cosmopolita.
Che alla fin fine mi ci sono pure affezionata, a ‘sto posto.
E non sono più così sicura che avrò il cuore di mollare, un altr’anno.

Immaginatevi la scena che segue. Uno è un professore, un pianista, sapete una di quelle persone un po’ tanto precisine, un tipo un po’ all’inglese; costui ha un’ossessione quasi patologica per le tisane o comunque qualsiasi intruglio di erbe più o meno curative e dal sapore più o meno vomitevole. L’altro è Rocco, bidello (chissà perché i bidelli si chiamano tutti Rocco?), pacchetto di Marlboro rosse sempre nel taschino, Nike Silver ai piedi e vocione da strafumatore con tanto di cadenza genovese, ma proprio bella pesante. Il deferentissimo professore manda a chiamare lo svaccatissimo bidello e gli fa gentile richiesta di mettere in infusione chissà quale delle già accennate bevande miracolose. Al che il bidello: “In infusione? Eeeeh?”
“Ma in infusione, sa, nell’acqua, per cinque minuti…”
(Rocco contempla schifato la bustina di erbette che il distinto professore gli porge)
“Ahh! Eh belin mia, io ‘sta roba di solito me la fumo…”

Quando si dice che il Conservatorio è un posto serio…

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