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Archivio per la categoria ‘letture che vale la pena fare’

Ho sentito che non volete imparare niente.
Deduco: siete milionari.
Il vostro futuro è assicurato – esso è
davanti a voi in piena luce. I vostri genitori
hanno fatto sì che i vostri piedi
non urtino nessuna pietra. Allora non devi
imparare niente. Così come sei
puoi rimanere.
E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi,
come ho sentito, sono [...]

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“Mentre cammino, lo zaino sulle spalle, a capo chino, vedo al margine della strada, nelle lucide pozzanghere della pioggia, l’immagine degli alberi chiari, come di seta, e in quello specchio fortuito l’immagine è più forte che la realtà. Ecco lì, cullato nel bruno terreno, un lembo di cielo e alberi, e limpida profondità, e ad [...]

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E’ il nostro sonnifero, il nostro tranquillante.
“Qui c’è l’alleanza con l’America. Qui c’è il Vaticano.
Qui è la linea politica e i suoi risultati che occorre valutare.”
“Abbiamo perso per sempre” sembra stiano per dire.
Che fare? Non lo so. So tuttavia che non si pongono più in termini di rivoluzione i nostri problemi. Da ariete ci siamo [...]

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Io questa nuova idea dell’amicaE. la trovo stupendissima.
E, se voi lo volete leggere tutto (e fareste bene a farlo, sissì), lo trovate qui.
Ma intanto vi scrivo il mio pezzo, quello che sento mio anche se mio in realtà non è, e poi ve lo spiego, ma intanto mi sono commossa a leggerlo, ecco, ed è [...]

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Ma il fatto inatteso che mi è capitato
mi ha distrutto l’anima: è finita, e ho lasciato
la gioia di vivere, voglio morire, amiche.
Colui del quale credevo conoscere tutto,
il mio sposo, si è rivelato il più malvagio degli uomini.
Fra tutti quanti gli esseri dotati di intelletto,
noi donne siamo la specie più disgraziata:
per prima cosa, dobbiamo con sovrabbondanza [...]

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La settimana di chiusura è sempre una settimana di letture intense.
Così succede che ieri, nel tentativo di far passare un nuvoloso pomeriggio di muffa, me ne sono andata in biblioteca, a restituire un po’ di robine arretrate e pigliarmene di nuove.
La biblioteca, scalcagnata com’è, quando ci sono dentro mi mette un po’ tristezza.
Ma mi piace [...]

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“All’alba del Natale 1451, quando era immerso nell’ultimo sonno, François Villon, poeta e malfattore, fece un sogno. Sognò che era una notte di luna piena e che lui stava attraversando una landa desolata. Si fermò a mangiare un pezzo di pane che trasse dalla sua bisaccia e si sedette su una pietra. Guardò il cielo, [...]

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“Se l’umanità non avesse quella buona percentuale di folli che la popolano sarebbe già finita da un pezzo. Matto era certo uno come Cristo, che sconvolge i tempi con parole nuove e si fa uccidere per la sua fede. Ma matto è anche il poveraccio che tutta la vita insegue una sfida. Matti sono stati, [...]

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