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Archivio per la categoria ‘muffa’

Amber,
trovati qualcosa da scrivere, porca miseria. Hai tutto il tempo del mondo, adesso, alibi non ce ne sono. Eccavolo. Trovati qualcosa da scrivere che non sia: a) che sei depressa, perché tra l’altro una volta tanto non lo sei; b) meta-cose del tipo che non sai cosa scrivere, menate così; c) robe noiose e ripetitive, [...]

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Oggi, puntuale come il weekend, sono malata.
Tossicchio e sputacchio e rantolo e sgocciolo e tremo. Più un saltino in avanti del dente del giudizio di qua, una spintarella della gengiva di là, di tanto in tanto una capriola della cistifellea, il tutto nel mentre che i globuli bianchi combattono sul fronte occidentale.
In tutto questo cerco [...]

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la mia, e del mio autismo

“Non ero capace di entrare in sintonia con le persone della mia età. Forse dovrei dire che non sapevo entrare in sintonia con le persone, punto. (…) Ogni tanto mi chiedevo se i miei occhi e quelli del resto del mondo vedessero le stesse cose. Forse il mio cervello era difettoso.”

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Ultimo giorno di vacanze.
Io, mai avuta meno voglia di ricominciare in vita mia. Ho già spostato e riarrangiato una ventina di volte i miei impegni di domani, constatato la mole di studio arretrata, decretato l’impossibilità di riuscire ad alzarmi al suono della sveglia, messo da parte le scorte di ciccia natalizia da smaltire nel freddo [...]

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Ci ho pensato un po’, prima di decretare che in fondo non è proprio solo un lavoro di merda tout-court.
Di questo ero assolutamente convinta dopo aver conosciuto la mamma del mio ragazzino nuovo. Già al telefono non prometteva niente bene. Voce metallica, vagamente arrochita, tono scostante. Amica della mamma del Malato Immaginario, soprattutto. Poi me [...]

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lammmmmmmuffa

Che poi, quando finiscono le vacanze nullafacenti al mare e non ci sono più manifestazioni in giro per la città e sono finiti i soldi per lo shopping e hai già letto un libro e guardato un’ora e mezza di Marco Paolini su Youtube e hai dormicchiato metà pomeriggio, alla fine succede che uno si [...]

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Ecco.

Frustrata come una casalinga dell’hinterland milanese, sfogo così il malumore vacanziero.

Sigh.

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bollettino

Ho il raffreddore. Tantissimo raffreddore.
E anche tantissimissima tosse che mi brucia dentro.
E il mio naso è intasato come un camino londinese di metà Ottocento il giorno dello sciopero degli spazzacamini.
E mi bruciano gli occhi.
E mi fa male tutto.
E ho sonno e tantissime cose da fare.
Sono state giornate furibonde, senza atti d’amore…
Mi mancano le parole, per [...]

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Oggi è la giornata del no.
No a priori, per partito preso, a tutto e a tutti e a me, soprattutto.
E’ la giornata antisociale. Non ho voglia di far niente, sulle scatole mi sta tutta la gente.
Uscire. No. Stare in casa. No.
Ridere. No. Piangere. No.
Domenica. No. Lunedì e un’altra settimana che ricomincia. Assolutamente no.
La mia faccia [...]

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Uff.
Sto collezionando una serie di giornate di muffa astronomica.
Di occhi che bruciano e piedi che scottano e testa che ciondola.
Di autobus acchiappati per un soffio e cinquedieci minuti di ritardo cronico dovunque vada e fretta e noia e stanchezza e distrazione che mi dimentico pure di farmi la doccia, ogni tanto.
A volte sono talmente stanca [...]

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Mi sono alzata aggrovigliata dal sonno e incattivita dal mal di schiena.
Sono scivolata in cucina, a mangiare dei biscotti pessimi che mi sono rimasti tutti sullo stomaco.
Poi la doccia mi ha sputata fuori per nulla rinfrescata, solo infreddolita e umidiccia.
Mi sono vestita scegliendo con cura la maglietta più brutta e più beige. Lo odio tantissimo [...]

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Si svolge tutto dentro di me.
Non riesco a uscire.

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Sono stata assunta dalla Famiglia del Mulino Bianco.
La Famiglia dei Mulino Bianco sono mamma, papà, figlia grande, figlia di mezzo e figlio piccolo.
Mi accolgono tutti sorridenti, la mamma, la figliadimezzo e il papà.
La figliagrande fa i compiti sul tavolo di cucina.
Il figliopiccolo gioca per terra.
La figliadimezzo ha sette di latino e otto di greco, ma [...]

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Che sono millemila anni, che non mi faccio più viva.
Sono state giornate furibonde, parafrasando De André (così va meglio?), e anche un po’ desolanti, a onor del vero.
Sono stati i giorni della depressionissima e delle notti insonni a sentire Ligabue e fumare alla finestra.
I giorni che viene fuori che si torna a votare e che [...]

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