Category: personalità eccezionali


Se foste un rom, quella di Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.

Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale.

Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro.

Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un’indignazione passeggera.

Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele.

Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.

Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra,non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie.

Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia.

Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico.

Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali.

Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.

(Moni Ovadia)

“Se l’umanità non avesse quella buona percentuale di folli che la popolano sarebbe già finita da un pezzo. Matto era certo uno come Cristo, che sconvolge i tempi con parole nuove e si fa uccidere per la sua fede. Ma matto è anche il poveraccio che tutta la vita insegue una sfida. Matti sono stati, sono e saranno gli artisti, gli inventori, gli esploratori di terre e di idee, quelli che hanno l’ardire di cambiare le regole, di mandare a gambe all’aria l’ordine costituito, il senso comune, le logiche aristoteliche e tutto il resto. Matto era Galileo. Finì sotto processo, patì tormenti, ma la sua intuizione cambiò il corso del mondo. Matti erano paradossalmente gli illuministi. Sostenere i ‘lumi della ragione’ equivaleva a ‘sragionare’ contro i dettami della convenzione. Tutti imbarcati su quella ‘Nave dei folli’ dove sale chi non se la sente più di stare dentro il quieto pantano della società. E allora via, si va per mare. Perché i pazzi, quelli veri, sono gli ‘altri’. I cosiddetti ‘sani’, quelli senza segni di squilibrio di sorta, ben integrati nella scuola, nel lavoro, nella famiglia, nella società. Quelli che non si ribellano mai perché tanto non serve o non conviene, che non sognano mai perché si perderebbe tempo. Sempre troppo occupati nelle cose ‘serie’, a far carriera, a fare soldi. Certi che la felicità stia lì, nell’accumulare cariche, onori, potere. Glorie modeste di gente modesta, di cui in un batter d’occhio non si ricorderà più nessuno. Pazzi tristi, incapaci di cogliere il senso di quella grande, breve follia che è la vita. Una meravigliosa occasione fugace, da acciuffare al volo, tuffandosi dentro in allegra libertà.”

(Dario Fo)

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